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Rassegna Stampa di Giovedì, 22 Ottobre , 2020
 
Nuovo fondo perduto con perdite misurate sul primo semestre
Argomento:
Autore: Marco Mobili e Giovanni Parente
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 7
Nel decreto legge ‘Novembre’ già annunciato dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, potrebbe trovare posto il ritorno del fondo perduto per le partite Iva. L’accesso all’aiuto, questa volta, sarebbe riservato ad artigiani, commercianti, agricoltori e autonomi con ricavi fino a 5 milioni, aiuti tuttavia parametrati in base alle perdite subite nell’intero semestre. L’Esecutivo ha già manifestato la volontà di estendere al 31 dicembre la cassa integrazione per consentire alle imprese che già a metà novembre termineranno le 18 settimane di plafond di avere le coperture necessarie. Oltre all’estensione della Cassa Covid si punta, dunque, a garantire un nuovo ristoro alle partite Iva utilizzando il meccanismo degli aiuti a fondo perduto introdotto dall’art. 25 del decreto Rilancio. Al momento la dote a disposizione sarebbe di 3 miliardi (contro i 6,5 della prima edizione del fondo perduto). In base alle coperture disponibili si deciderà la percentuale del calo del fatturato/corrispettivi necessari per accedere agli aiuti. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Fondo perduto, altri 500 mln’ - pag. 32)


 
Garanzie anti crisi, la proroga è in bilico
Argomento:
Autore: C.Fo.
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 7
La proroga del Temporary Framework consentirebbe di allungare fino al 30 giugno 2021 le garanzie speciali sui prestiti varate in Italia per affrontare l’emergenza economica ed in vigore fino al 31 dicembre 2020. Ma il tema è controverso: tra i tecnici del Mef e quelli del Mise le opinioni sono divergenti. Il Governo, alla fine, potrebbe decidere di rinunciare a prorogare le misure nella legge di Bilancio o a rinnovare solo le garanzie statali al 100% sui prestiti fino a 30mila euro. Resterebbe fuori la garanzia che copre tutti i finanziamenti al 90% fino ad un importo massimo di 5 milioni di euro per singolo beneficiario. Il Cdm, con il comunicato diffuso lo scorso 18 ottobre, che ha varato il disegno di legge di bilancio, includeva chiaramente la proroga della possibilità di accedere alle garanzie pubbliche fornite dal Fondo Garanzia Pmi oltre a quelle della Sace per le imprese più grandi e alla proroga della moratoria sui mutui. L’esame del dossier, tuttavia, è ancora in corso.


 
Opportuno salvare il piano di dilazione Si decade con l’omissione di 10 rate
Argomento:
Autore: Dario Deotto e Luigi Lovecchio
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 24
Lo slittamento al 31 dicembre per il pagamento delle cartelle esattoriali previsto dal recente decreto legge n. 129/2020 riguarda sia le cartelle per le quali i 60 giorni di notifica scadono nel periodo di moratoria sia le rate delle dilazioni in essere dallo scorso 8 marzo. Gli importi non versati dovranno essere corrisposti in un’unica soluzione entro la fine di gennaio 2021. Questo, tuttavia, non è sempre vero. Le Faq delle Entrate (aggiornate alle novità del decreto) confermano, infatti, che chi ha ricevuto una cartella di pagamento a ridosso dell’8 marzo può presentare entro il 31 gennaio 2021 una domanda di dilazione e se questa viene accolta, il debitore dovrà rispettare le scadenze delle singole rate, senza attenersi al termine del 31 gennaio. Il contribuente che in passato ha ricevuto cartelle o avvisi di accertamento esecutivi scaduti da tempo, per i quali non ha chiesto la dilazione potrà chiedere un piano di rientro ed è consigliabile farlo prima che l’agente della riscossione inizi le operazioni di recupero coattivo.


 
Alla cassa entro il 10 dicembre per la rottamazione
Argomento:
Autore: D.D. e Lu.Lo.
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 24
La proroga al 31 dicembre per le cartelle esattoriali contenuta nel decreto legge n. 129/2020 pubblicato sulla G.U. il 20 ottobre non coinvolge la scadenza della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, prevista per il prossimo 10 dicembre. Entro tale data, dunque, i debitori che hanno presentato domanda di adesione dovranno versare l’intero importo delle rate originariamente in scadenza nel 2020. È bene ricordare che per questi adempimenti non trova applicazione la tolleranza di 5 giorni per effettuare i pagamenti. Pertanto, il versamento effettuato, ad esempio, il 12 dicembre determina l’irreversibile decadenza della definizione agevolata. Chi decade dalla rottamazione-ter non solo vede ripristinato il debito iniziale ma non può più rateizzare il debito residuo. Quest’ultima regola tuttavia non vale per coloro che al 31 dicembre 2019 avevano già abbandonato la definizione agevolata.


 
Commercialisti, lo spettro del rinvio sulle elezioni
Argomento:
Autore: Federica Micardi
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 24
A causa del Covid-19 potrebbero slittare le elezioni degli Ordini dei commercialisti previste per il 5 e 6 novembre. Molti Ordini locali temono che le elezioni possano favorire il contagio e hanno chiesto al Consiglio nazionale come devono comportarsi. Il Presidente della categoria, Massimo Miani, ha scritto al ministero della Giustizia per capire come interpretare il Dpcm del 18 ottobre. Il testo vieta infatti convegni e congressi in presenza e le restrizioni contenute potrebbero trovare applicazione anche per i rinnovi dei consigli degli Ordini locali. In mancanza di una risposta da parte del ministero i singoli Ordini potrebbero decidere per la sospensione delle elezioni, almeno finché perdura lo stato di emergenza. Questo potrebbe avere ripercussioni sulle elezioni del Consiglio nazionale previste per l’inizio del prossimo anno. Il voto elettronico potrebbe essere la soluzione anche se non è un’opzione prevista dal regolamento di categoria.


 
Ritenuta al 4% per i contributi anti Covid erogati dai comuni
Argomento:
Autore: Luca Gaiani
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 25
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta 494 diffusa ieri, ha chiarito che i contributi che i comuni erogano alle imprese per fronteggiare l’emergenza Covid sono imponibili e devono scontare, alla fonte, la ritenuta d’acconto del 4%. In assenza di una espressa disposizione esonerativa, i contributi in questione, non essendo destinati all’acquisto di beni strumentali, rientrano nell’ambito applicativo dell’articolo 28 del Dpr 600/1973. Il caso trattato dall’Amministrazione finanziaria riguardava un Comune che, al fine di supportare le imprese a conduzione familiare colpite finanziariamente dalle chiusure imposte dall’emergenza sanitaria, ha deliberato di erogare un contributo che è stato qualificato, dall’ente pubblico, come intervento sociale a sostegno di situazioni di bisogno.


 
Riscatto di laurea deducibile ai fini Ires
Argomento:
Autore: Antonello Orlando
Fonte: Il Sole 24 Orepag: 26
Con la risposta 490/220 ad un interpello l’Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni sul pagamento del riscatto di laurea agevolato da parte di un’azienda interessata da una procedura di esodo volontario. Il caso riguardava un piano di incentivazione all’esodo con 12 mensilità da destinare al pagamento del riscatto light del corso di studi introdotto dal dl 4/2019. Tale norma si limita a quantificare un onere ridotto per il 2020 fino a 5.265 euro per ciascun anno di studi riscattato. L’onere del riscatto mantiene il beneficio della completa deducibilità in applicazione dell’articolo 10, comma 1, lettera e del Tuir. L’istante chiedeva alle Entrate lumi sulle modalità di fruizione di tale beneficio fiscale. La risposta del Fisco accorda la piena deducibilità come componente negativo del reddito d’impresa ma nulla dice sul conguaglio di fine rapporto.


 
Il lockdown della riscossione
Argomento:
Autore: Andrea Bongi
Fonte: Italia Oggipag: 29
Fino al prossimo 31 dicembre sono sospesi i termini di notifica e di pagamento relativi ai principali atti della riscossione relativi alle entrate tributarie e non tributarie, con l’unica eccezione delle rate in scadenza nel 2020 della rottamazione-ter e del saldo e stralcio, il cui termine di pagamento è confermato per il 10 dicembre 2020. Il blocco delle notifiche si estenderà anche a quella da effettuarsi tramite la Pec. Nemmeno attraverso il canale telematico l’Ader potrà infatti notificare fino al 31 dicembre 2020, termine finale di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non, cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivi, ai contribuenti. Sono, in estrema sintesi, le principali risposte contenute nelle nuove Faq che l’Ader ha pubblicato ieri sul proprio sito, tenendo conto delle novità del decreto legge n. 129/2020.


 
Cartelle, la notifica vuole sforzi
Argomento:
Autore: Debora Alberici
Fonte: Italia Oggipag: 31
Con l’ordinanza n. 22893 di ieri la Corte di cassazione ha sancito che è nulla la notifica della cartella di pagamento al contribuente che si è reso irreperibile se l’ufficiale si limita a chiedere notizie al vicino, senza fare ricerche più accurate nell’ambito del territorio comunale. I giudici di piazza Cavour hanno accolto il ricorso di una società che aveva cambiato sede. Gli ‘ermellini’ hanno ricordato che il messo notificatore prima di procedere alla notifica deve effettuare ricerche nell’ambito comunale in cui è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare che il suddetto trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo. In più, l’ordinaria diligenza alla quale è tenuto il notificante per confermare la propria condotta deve essere valutata in relazione a parametri di normalità e buona fede e non può tradursi nel dovere di compiere ogni indagine per dimostrare l’acquisizione delle notizie necessarie per eseguire la notifica a norma dell’art. 139 cpc..


 
Notifiche 2021, pronti in cassa
Argomento:
Autore: Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi
Fonte: Italia Oggipag: 33
Lo stop alla riscossione contenuta nel decreto legge n. 129/2020 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre scorso e in vigore da ieri, non riguarda gli atti del Fisco. Per quelli notificati nel 2021 sarà necessaria la liquidità per affrontare i pagamenti perché il decreto riguarda solo le cartelle esattoriali e non sposta i termini per avvisi di accertamento e comunicazioni di irregolarità. Peraltro, già in questi ultimi mesi del 2020 nessun blocco dei pagamenti è previsto per gli stessi atti che sono in rateazione. Sono le prime riflessioni che emergono alla luce del contenuto del nuovo decreto sullo stop alle notifiche. La prima cosa da considerare è la distinzione tra cartelle esattoriali già notificate e gli atti da notificare. Il decreto pospone il pagamento delle somme non ancora versate alla fine di gennaio 2021 senza prevedere ulteriori rateazioni. Significa che la cartella in rateazione con somme non pagate da giugno a dicembre 2020, si dovrà pagare per intero entro la fine di gennaio 2021. I piani di rateazione in essere decadranno dopo il mancato pagamento di 10 (anziché 5) rate, anche non consecutive.


 
La fondazione può avere quote
Argomento:
Autore: Elisa Del Pup
Fonte: Italia Oggipag: 35
La detenzione di partecipazioni da parte di una fondazione, se limitata ad una mera gestione statistica, non muta la natura non commerciale dell’attività. È la risposta all’interpello n. 481 dell’Agenzia delle Entrate, in cui l’istante è una fondazione senza scopo di lucro i cui fondatori, per far fronte alle numerose spese, vogliono donare alla fondazione il 100% delle azioni di una società. Per l’Agenzia, se la fondazione detenesse una partecipazione anche totalitaria, in società di capitali, questo non muterebbe la sua natura non commerciale, posto che tale partecipazione venga gestita con modalità operative e gestionali diverse da quelle tipiche dell’attività commerciale. Inoltre il regime di tassazione da applicare alla donazione è quello in virtù del quale ‘i trasferimenti a favore di enti pubblici e di fondazioni non sono soggetti all’imposta di donazione’. Perciò la donazione può beneficiare dell’agevolazione a condizione che nell’atto vengano esplicitate le finalità per cui il donante ha posto in essere l’atto di donazione.


 
Avanzamento lavori frena 110%
Argomento:
Autore: Fabrizio G. Poggiani
Fonte: Italia Oggipag: 36
In alternativa all’utilizzo diretto della detrazioni nella dichiarazione dei redditi il contribuente che effettua lavori al 110% può optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura. Ma queste ulteriori possibilità appaiono più complicate in presenza di avanzamento lavori (Sal) a ridosso della chiusura dell’anno che non raggiungono il 30% dell’intervento complessivo. Potrebbe essere utile utilizzare la prima quota di detrazione in dichiarazione, se presente una capienza di Irpef, rinviando la cessione delle restanti quote nell’anno successivo. In relazione agli stati di avanzamento lavori l’art. 119 del decreto Rilancio ne cita due per ciascun intervento con il primo che deve riferirsi ad almeno il 30% dei lavori complessivi. Se i lavori sono terminati e pagati entro la fine del 2020 o al più tardi entro marzo 2021, non ci sono problemi stante la possibilità di inviare la comunicazione per l’opzione entro i 16 marzo 2021.


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