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Rassegna Stampa di Giovedì, 22 Ottobre , 2020
 
Welfare aziendale, bocciati i costi al test dell’inerenza Iva
Argomento:
Autore: Franco Ricca
Fonte: Italia Oggipag: 10
Welfare aziendale. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 338/2020, ha chiarito che non è possibile detrarre l’Iva sui servizi erogati gratis ai dipendenti. Dunque, il datore di lavoro non può detrarre l’imposta sulle prestazioni di servizi acquistate per erogarle gratuitamente ai dipendenti, trattandosi di costi che non presentano, agli effetti dell’Iva, il necessario nesso con l’attività economica. La società istante riteneva, invece, che tali spese rientrassero tra i costi generali dell’impresa in quanto concernenti l’acquisizione di ‘prestazioni accessorie rispetto alle esigenze dell’impresa’ e che, conseguentemente, la relativa Iva fosse detraibile, indipendentemente dalla irrilevanza delle operazioni. Secondo l’interpellante l’irrilevanza impositiva delle prestazioni gratuite ai dipendenti non implica l’indetraibilità dell’Iva. Ad avviso dell’Agenzia, invece, i servizi di welfare acquistati dal datore di lavoro, utilizzati per l’erogazione gratuita di benefit ai dipendenti, non possono inquadrarsi tra le spese generali in quanto non caratterizzate da un nesso diretto e immediato con le attività economiche esercitate.


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