Rassegna Stampa di Lunedì, 10 Agosto , 2026
| Iva, la Cassazione punta sulla rivalsa e nega lo scorporo sui ricavi accertati |
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| Autore: |
Laura Ambrosi, Antonio Iorio
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| Fonte: |
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. pag: 13
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| Controlli e liti. I giudici di legittimità negano lo scorporo dell’Iva dai maggiori ricavi determinati in sede di accertamento, valorizzando l’esistenza, nell’ordinamento interno, del meccanismo di rivalsa successiva. Si tratta di una questione delicata non solo sotto un profilo pratico, per i destinatari di rettifiche per maggiori ricavi, ma anche rispetto al principio di neutralità dell’imposta, secondo cui questa non deve gravare sull’operatore economico ma sul consumatore finale. Con l’ordinanza 16155/2026, la Cassazione esclude lo scorporo dell’Iva dai maggiori ricavi accertati, valorizzando la possibilità della rivalsa. Secondo la Corte, tale meccanismo consente di preservare la neutralità dell’Iva, evitando che l’imposta resti definitivamente a carico dell’impresa. La Corte Ue, invece, ritiene che i ricavi occultati siano considerati comprensivi di Iva, da scorporare, proprio per evitare che il tributo diventi un costo per il soggetto passivo. L’eccezione ammessa riguarda i casi in cui la normativa nazionale consente una rivalsa successiva effettiva.
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